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Come risolvere l’ansia da separazione e vivere con un cane sereno.

La tua giornata volge al termine. Arrivato a casa non vedi l’ora di farti una bella doccia (calda o fredda a seconda delle stagioni) e di buttarti a letto. C’è solo una preoccupazione che non ti fa stare tranquillo: “la mia casa sarà in ordine o troverò cose mangiate ed escrementi ovunque?”.

Niente…anche oggi il divano a pezzi, pipì e vestiti sparsi per la casa ed i vicini inferociti perché il tuo cane ha abbaiato per ore durante la tua assenza.

La prima cosa che ti viene da pensare è che sto fetente lo ha fatto apposta!

La seconda cosa da pensare, invece, è che forse c’è un problema.

Il tuo cane potrebbe soffrire di ansia da separazione ed è importante riconoscerne i sintomi sin da subito, così da poterlo aiutare.

L’ansia da separazione è una patologia comportamentale che può colpire i cani di qualsiasi razza, età e sesso.

Si manifesta come una reazione ansiosa nei soggetti quando rimangono soli anche per un breve periodo di tempo. Pensa che i segnali più eclatanti si verificano nella prima mezz’ora dopo l’allontanamento del padrone: è logico pensare che il cane dovrebbe stare tranquillo per un po’ ed iniziare a fare il matto solo quando cominci a temere che non torni più a casa.

Il cane che soffre davvero questa patologia quando rimane solo va immediatamente in ansia; esprime le sue emozioni con un vero e proprio attacco di panico, senza controllarsi.

Vediamo ora quali sono le cause e come intervenire quando si riscontra questo comportamento.

Le causa principali dell’ansia da separazione

1. Il rapporto tra cane e proprietario

L’errato rapporto sociale instaurato fra il cane ed il proprietario è una delle principali cause di ansia da separazione.

Quando arriva il cucciolo a casa è naturale coccolarlo e rassicurarlo. Invece, “umanizzarlo” o trattarlo come un bambino, significa renderlo insicuro ed eccessivamente dipendente da noi. Quindi ricorda la regola coccole sì, ma non troppe!

Ti racconto questa storia, forse ti rivedi o hai conoscenti nella stessa situazione.

Ricordo di amici che per far addormentare il cucciolo lo mettevano nel letto in mezzo a loro e trascorrevano ore ed ore a coccolarlo e a cantargli la ninna nanna finché, stremato, non si addormentava.

Eh già, si erano ridotti ad accudire il cane come un essere umano. Avevano riversato sul cane tutte le attenzioni che avrebbero dato a un figlio, al punto tale che il cucciolo li seguiva sempre, ovunque e non potevano più allontanarsi da casa che lui dava di matto.

In ogni caso la cosa li lusingava, avevano il petto gonfio di gioia quando me lo raccontavano. Credevano che i dispetti del cane in loro assenza fossero dovuti ad un amore eccessivo nei loro confronti.

Ci sono voluti una serie di incontri per fargli capire che le cose non stavano così e che c’era un serio problema alla base del loro rapporto, originato da un’eccessiva dipendenza ed attaccamento del cane all’essere umano: solo cambiando atteggiamento sarebbero riusciti a ritrovare un po’ di serenità.

Ti ritrovi nella stessa situazione? Capisco il problema e conosco le soluzioni, quindi sono felice di poterti aiutare. Scrivimi a [email protected] e fissiamo un incontro al telefono o in videochiamata. Nel secondo caso mi piacerebbe vedere il tuo cane! 😀

E’ giusto interagire col cane, giocare con lui, portarlo a spasso, e così via, ma è necessario che ci siano anche dei momenti, nell’arco della giornata, nei quali ognuno abbia i propri spazi.

Ricorda che il cane è un animale estremamente sociale ed ha un grande bisogno di sentirsi parte di un gruppo. La solitudine e la separazione dalla sua famiglia umana sono situazioni difficili da gestire e sopportare.

2. Distacco precoce dalla madre

Un’altra causa che porta all’ansia da separazione è il distacco troppo precoce dalla madre, causa di trauma nel cucciolo: questo stato d’animo si verifica quando il cucciolo, ormai legato al padrone, si sente abbandonato da quest’ultimo non appena si allontana da lui.

Pensate ai cani provenienti dai Paesi dell’Est venduti in Italia da negozianti senza scrupoli che, per arrivare in negozio a un’età “appetibile” per il cliente, vengono separati dalla madre intorno ai 40 giorni di vita: quasi tutti manifestano la patologia.

E’ necessario far capire al cane che il tuo allontanamento è temporaneo, e che alla fine tornerai da lui.

3. Un nuovo membro in famiglia

Stai aspettando un bambino? L’arrivo di un neonato o di un nuovo membro adulto nella famiglia provoca gelosia nel cane e questa potrebbe portare all’ansia da separazione.

“Perché se ne va con lui/lei? Dove sono andati che non tornano più? Preferisce stare con quella persona e non con me?…”. Tante domande che il cane si pone quando ti vede con un altro essere umano ma non quando, ad arrivare in casa, è un altro cane; in questo caso esiste solo l’antagonismo gerarchico.

Quindi, se hai spazio e disponibilità per farlo, l’ansia da separazione si può curare dando un compagno al tuo cane.

5 modi per curare l’ansia da separazione

Lo ripeto sempre: individuate le cause si trovano le soluzioni. E se qualcuno ci è già passato può aiutarti a risolvere prima il problema che hai in casa.

La distruzione di oggetti, l’abbaio incessante, l’urinazione fuori posto e altri atteggiamenti fastidiosi non sono il problema, ma la conseguenza del problema. Quindi non sgridare il cane per il suo comportamento distruttivo, non capisce il perché, la sua è una reazione all’attacco di panico.

Sai cosa succede se ti comporti così? Il cane collega la punizione al tuo ritorno a casa.

Ecco 5 soluzioni per curare l’ansia da separazione e vivere meglio la presenza del tuo cane in famiglia.

1) Evita l’inseguimento.

Non farti seguire anche quando vai in bagno, l’intimità tienila per te. E’ arrivato il momento di stabilire delle regole ben precise e cambiare le carte in tavola.

Inizia a ritagliare i tuoi spazi. Come? Parti da 3-4 minuti di solitudine, poi aumenta a 8 e aggiungine sempre due-tre col passare del tempo.

Chiudi delicatamente la porta della stanza e continua a fare le tue cose. Il cane deve restare fuori. Sentendo i rumori, avvertirà la tua presenza ed anche se abbaierà o farà di tutto per attirare la tua attenzione, ignoralo e premialo solo se aspetterà serenamente che tu esca.

2) Esercitati (insieme a lui) all’obbedienza.

Obbedirti per stabilire una gerarchia precisa in casa, aiutandolo a trovare l’autocontrollo. Inizia usando la parola “seduto” e fai in modo che resti in quella posizione per qualche minuto mentre tu vai in un’altra stanza. Ritorna e premialo SOLO se ha obbedito. In caso contrario ignoralo.

3) Riduci l’esposizione alla separazione.

Riduci, ma non eliminare, i periodi di solitudine del cane. Inizia a lasciarlo solo per 2-3 minuti fino a raggiungere la mezz’ora.

Quando, in tua assenza, il tuo cane non manifesterà più sintomi riconducibili all’ansia da separazione puoi stare più tranquillo: ha imparato.

Ricorda che per ogni grande risultato c’è bisogno di allenamento, e al cane ne serve tanto. Ripeti questo esercizio almeno una volta al giorno e pian piano imparerà a controllare l’ansia. Deve capire che non c’è nulla di spaventoso nello stare da solo e, soprattutto, che non è in punizione.

4) Ignora il tuo cane.

Tieni conto una mezz’ora al giorno: anche se vuole giocare con te non accontentarlo e soprattutto non dargli troppa importanza, quando al tuo arrivo la sua coda andrà a 3000 e inizierà a farti le feste come se non ti vedesse da anni. Deve capire che la tua assenza in alcune ore della giornata è normale e che il tuo ritorno a casa non è nulla di così eccezionale da meritare una eccessiva eccitazione da parte sua.

5) Usa la gabbia per cani.

Fin da piccolo educalo a stare nella gabbia ignorando ogni suo tentativo di richiamare la tua attenzione. Non spaventarti, non è la sua prigione ma uno spazio sicuro in cui non deve temere nulla e che, ben presto, considererà la sua cuccia.

Ansia da separazione o noia: come riconoscere la situazione.

Il cane deve imparare che ogni giorno esistono ore in cui deve restare solo…e ore in cui deve giocare come un matto!

Il cane annoiato, a differenza di quello ansioso, distrugge le cose molto tempo dopo il tuo allontanamento da casa, perché si annoia e si ingegna per fare qualcosa come passatempo. Se non riesci a capire la situazione ad occhio nudo, puoi monitore il tuo amico a quattro zampe con una telecamera come questa ed intervenire nel modo corretto, rivolgendoti, in ultima battuta, ad un educatore cinofilo comportamentale.

“Scusa Anna, ma io lavoro 8 ore al giorno e sono fuori casa almeno per 11 ore…”

E dov’è il problema? Scegli il cane in base alle sue attitudini caratteriali e non solo in base al tuo gusto estetico. Evita le razze che presentano un morboso attaccamento al padrone.

Ne hai già uno? Puoi pensare di prendere un altro cane per fargli compagnia. Ti sembrano troppi?

Credimi, non c’è molta differenza tra avere uno o due cani, se non dal punto di vista economico. Il nuovo cucciolo aiuterà il tuo cane a superare quegli stati di ansia e di angoscia che lo colpiscono ogni volta che tu vai via.

RIASSUNTO

Terminata la giornata lavorativa, il resto del tempo devi trascorrerlo con il tuo cane. Non è sufficiente dargli da mangiare o portarlo fuori a sporcare ma devi giocarci, passeggiare con lui e costruire insieme quel meraviglioso rapporto di amore, fiducia e stima reciproca.

La tua assenza prolungata può provocare ansia da separazione se non tieni conto delle dovute precauzioni. Ciò che importa davvero non è la quantità ma la qualità del tempo trascorsa insieme al tuo cane. Ora sai come individuare i problemi legati all’ansia e 5 soluzioni per risolverla.

Ricorda una cosa: i cani adulti sono in grado di trattenere i bisogni anche per otto ore di fila senza problemi. L’ansia da separazione la vivi tu? Puoi affidarti a un dog sitter, reperibile in tutte le città.

Se hai bisogno di altri consigli, lascia un commento o scrivimi a [email protected].

Un abbraccio,

Anna

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